sabato 25 novembre 2017   

Approfondimento

  
Presentazione del libro SENTIERI DI FELICITA' 6-6-2013

 


 

SENTIERI DI FELICITA’
Ponte Ronca 6 giugno 2013
 
 
Il PIL di Kennedy e la sintonia con il libro…
 
Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jpnes, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.  
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.
(Robert Kennedy)
 
 
“qualunque sia la tua idea di libertà , noi ti aiutiamo a realizzarla”
Può essere davvero neutra la nostra idea di libertà, di realizzazione, di progresso?
No. La Costituzione disegna il perimetro, anzi soprattutto indica un cammino, individua un progetto.
L’economia di mercato sembra portarci verso frammentazione, sfruttamento, divisioni, disuguaglianze estreme, profitto fine a sé stesso…
E’ davvero questo il modello del nostro Paese e dell’Europa?
 
Teoricamente NO. Quali sono i riferimenti?
 
Articolo 3
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
 
Articolo 4
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
 
(e sono articolo ritenuti non modificabili…)
 
Articolo 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
 
Articolo 41
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
 
Articolo 42
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
 
Articolo 43
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
 
Articolo 53
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
 
E ancora :  
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
Articolo 6
Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.
Articolo 15
Ogni individuo ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata.
Articolo 16
È riconosciuta la libertà d'impresa, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.
Articolo 17
L'uso dei beni può essere regolato dalla legge nei limiti imposti dall'interesse generale.
Articolo 27
Ai lavoratori o ai loro rappresentanti devono essere garantite, ai livelli appropriati, l'informazione e la consultazione in tempo utile nei casi e alle condizioni previsti dal diritto comunitario e dalle legislazioni e prassi nazionali.
Articolo 31
Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose.
Articolo 37
Un livello elevato di tutela dell'ambiente e il miglioramento della sua qualità devono essere integrati nelle politiche dell'Unione e garantiti conformemente al principio dello sviluppo sostenibile.
 
Progresso vuole dire per la nostra Costituzione e per i principi europei :
-        Inclusione
-        Dignità
-        Solidarietà
-        Libertà
-        Espressione delle qualità individuali
-        Democrazia partecipata anche nell’economia
-        Utilità sociale (concetto collettivo e rivolto anche al futuro… pensiamo al tema ambientale e dello sviluppo sostenibile che allora non era all’ordine del giorno)
 
Osserviamo invece che il fine è un altro
La finanza e il profitto sono un fine e il lavoro e i lavoratori divengono mezzo
Osserviamo poi la mancanza di governance reale a livello economico, che possa indirizzare e premiare i comportamenti virtuosi in direzione del vero progresso
 
La Costituzione e la Carta di Nizza restano un foglio di carta e cadono per terra… se non sono accompagnate dalla nostra partecipazione, conoscenza, impegno. Se non c’è una politica a realizzarle, se non trovano le nostre mani e i nostri piedi per camminare
 
Quale direzione?
 
CONOSCERE ed ESSERE CONSAPEVOLI dei propri DIRITTI e DOVERI
 
L’UOMO e l’UMANITA’ al centro
 
Libertà è partecipazione: nel quotidiano, in ogni ambito di lavoro e comunitario, pretendiamo e rivendichiamo di doverci fare carico delle scelte
 
La politica “bassa”, la finta democrazia e la crisi rischiano di erodere questi principi di fondo, però le contraddizioni del sistema capitalista lasciato a sé stesso possono anche creare le condizioni per un grande cambiamento culturale
 
 
Dai privilegi alle responsabilità
Dai favori al diritto
Dal paese dei furbi a quello della legalità
Servono le regole, ma nessuna regola può surrogare un profondo cambiamento culturale

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